QUESTO ARTICOLO HA PIÙ DI 1 ANNO.    

Dopo un dibattito presidenziale, la vera domanda non è solo “chi ha vinto?” o “come influirà sulle elezioni?”, ma anche “a cosa servono davvero i dibattiti?”. Si dice spesso che sono più facili da perdere che da vincere: una gaffe o una pessima prestazione possono danneggiare più di quanto una buona performance possa aiutare. Più che dimostrare la forza delle loro idee, i candidati devono dimostrare di avere il carattere per sopportare la pressione e guidare il Paese. E Kamala Harris, in questo, ha sicuramente giocato bene le sue carte.

La forza di Harris

Harris ha evitato abilmente le questioni spinose – dalle sue posizioni altalenanti a temi delicati come la crisi migratoria o il legame con l’amministrazione Biden – e ha spostato il dibattito su un terreno più favorevole, mettendo il suo avversario, Trump, in seria difficoltà. Trump è caduto in ogni trappola, facendo affermazioni confusissime e non proprio corrette, come sostenere che gli immigrati mangiano animali domestici o che nei stati democratici i bambini vengono uccisi dopo la nascita. Si è trovato sulla difensiva, un errore grave per chi si propone come candidato “d’opposizione”, parlando solo al suo zoccolo duro invece di cercare di convincere gli indecisi.

Trump ha fatto tutto quello che un candidato non dovrebbe fare

In teoria, Trump ha fatto tutto quello che un candidato non dovrebbe fare durante un dibattito. Ma ormai è chiaro che le regole tradizionali della politica si applicano solo parzialmente a lui. Nel 2016, tutti concordavano sul fatto che Hillary Clinton avesse stravinto i dibattiti, mentre Trump sembrava tutto tranne che presidenziale. Eppure, sappiamo tutti come è andata. Oggi ci sono differenze rispetto al 2016: Harris è una candidata più forte e Clinton aveva sbagliato la sua campagna, ma c’è sempre una distanza tra le analisi politiche tradizionali e come un evento viene percepito dagli elettori. Oggi questa distanza è accentuata dalla polarizzazione e dall’influenza dei social network, che frammentano e reinterpretano gli eventi.

Road to USA 2024 | La newsletter del sabato sulle presidenziali americane

Inserendo i tuoi dati, ci autorizzi a inviarti la newsletter per e-mail. Puoi annullare l’iscrizione in qualsiasi momento.

Chi ha vinto?

Tutto questo non significa che non sia stata una brutta serata per Trump: basta guardare i suoi tentativi di scaricare la colpa sui moderatori e i disperati tentativi del suo team di fare danno controllo nei giorni successivi. Tuttavia, è difficile immaginare che questo dibattito cambierà il consenso di Trump. Nonostante processi, dichiarazioni scioccanti e persino due attentati, il suo zoccolo duro non ha ceduto. Trump non vuole mostrarsi migliore, semplicemente perché non può. La sua posizione nel panorama politico americano sembra immutabile: troppo estremista per allargare il consenso, ma sempre in grado di mobilitare il suo elettorato fedele.

Harris si trova in una posizione completamente diversa rispetto agli altri candidati. Secondo un sondaggio del New York Times pubblicato poco prima del dibattito, il 28% degli elettori dichiarava di voler sapere di più su di lei prima di prendere una decisione. E, diciamocelo, per alcuni indecisi potrebbe essere solo un modo per mascherare le incertezze sul votare una donna nera per la presidenza.

L’occasione perfetta

Il dibattito era l’occasione perfetta per Kamala Harris di convincere queste persone che ha una visione chiara per il futuro del paese. E ce l’ha fatta? Beh, molti commentatori l’hanno elogiata: ha portato avanti un messaggio positivo, in netto contrasto con il tono cupo e drammatico di Trump. Ma, soprattutto, Harris ha vinto perché ha saputo metterlo in difficoltà. Lo ha attaccato dove fa più male, evidenziando i suoi difetti e le sue malefatte, un po’ come quando faceva la procuratrice. Ha giocato sullo stesso terreno di Trump – provocazioni, attacchi e personalità – e ne è uscita alla grande.

Reazioni

Molto interessante è stato poi osservare la reazione della stampa conservatrice. La National Review, per esempio, ha cercato di minimizzare la performance di Harris: “È arrivata al dibattito con la sensazione di essere una persona relativamente sconosciuta. I sondaggi della scorsa settimana hanno rilevato che molti elettori di stati decisivi (37 per cento in Michigan, 40 per cento in Pennsylvania e 42 per cento in Wisconsin) dicono di non sapere ‘per cosa si batta’ Harris. Il suo obiettivo, quindi, non era quello di presentare l’ennesimo caso contro Trump ma di proporne uno positivo per se stessa.”

Ciò che emerge chiaramente, però, è che i repubblicani sembrano spaesati, incapaci di gestire una campagna elettorale completamente diversa da quella che avevano previsto prima del ritiro di Biden. Paradossalmente, Trump rimane il suo peggior nemico, e al contempo la risorsa più preziosa per i suoi avversari.

Quanto voti sposta il dibattito Harris-Trump?

La domanda che ci poniamo ora è: quanto influenzerà il dibattito sulla campagna elettorale? I prossimi sondaggi ci daranno un’idea, e Harris dovrebbe vedere una crescita nei consensi. Tuttavia, gli effetti più significativi potrebbero manifestarsi in modo sottile e graduale. Si tratta della famosa “narrazione”, quella serie di percezioni e sentimenti diffusi tra il pubblico riguardo ai candidati e ai loro messaggi.

È probabile che Trump diventerà ancora più aggressivo e rancoroso nelle prossime settimane, mentre Harris cercherà di sfruttare lo slancio del dibattito per alimentare un circolo virtuoso: più donazioni, più pubblicità, più eventi negli stati chiave, e via di seguito. Ogni nuovo attacco a Trump lo porterà a reazioni esagerate, e ciò, a sua volta, motiverà un numero sempre maggiore di volontari per la campagna di Kamala Harris, generando entusiasmo e spingendo sempre più persone a registrarsi e votare.

Un esempio? L’endorsement di Taylor Swift. Non sposterà probabilmente una valanga di voti, ma contribuisce a creare quell’immagine di campagna cool, giovane, e destinata al successo.

ROAD TO USA 2024
la newsletter sulle presidenziali americane

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.