Nella nuova Champions League, le squadre italiane mostrano prestazioni contrastanti. La Juventus di Thiago Motta ha fatto il suo debutto contro un PSV non particolarmente temibile ma potenzialmente insidioso. La Vecchia Signora ha gestito la partita con autorità, sigillando il risultato con un convincente 3-1. Il gol subito nei momenti finali del match non ha offuscato la prestazione complessiva, rappresentando il primo gol incassato nella competizione.
Sulla sponda rossonera, il Milan di Paulo Fonseca ha affrontato una sfida ben più ardua contro il Liverpool. Il gol di Pulisic aveva dato ai rossoneri il momentaneo vantaggio, ma si è rivelato un’illusione effimera in una serata difficile. Il Liverpool ha ribaltato il risultato e ha preso il controllo del gioco, imponendosi con un 3-1 che ha messo in luce le vulnerabilità difensive del Milan.
Queste partite evidenziano il dinamismo del calcio europeo e la necessità per le squadre italiane di continuare a lavorare sodo per competere al meglio nel panorama internazionale.
Juve, il debutto in Champions è da sogno

Thiago Motta ha inaugurato la sua avventura in Champions League con la Juventus in maniera strepitosa, ma nonostante la vittoria, il tecnico italo-brasiliano si è mostrato critico nel post-partita: “Abbiamo subito tanto il gioco del PSV. Siamo sicuri che possiamo fare meglio in possesso“. Queste parole riflettono l’alta ambizione di Motta, che non si accontenta anche dopo aver dominato la partita, incontrando difficoltà solo nei primi 15 minuti a causa dell’organizzazione avversaria.
La Juventus non segnava tre gol nella sua prima partita di Champions League dal debutto di Marcello Lippi nella stagione 1995/96, un precedente significativo. Ma non si tratta solo di numeri: quest’anno, in fase di possesso, i bianconeri dispongono di molteplici soluzioni offensive. Le trame di Koopmeiners, che con un passaggio da quarterback ha servito McKennie per il gol; l’agilità di Nico Gonzalez, decisivo negli ultimi metri; e l’eleganza di Yildiz, capace di illuminare la partita con un guizzo alla Del Piero, sono la prova di una squadra che sta assimilando il nuovo stile di gioco voluto dal suo allenatore.
Questi sono aspetti fondamentali per una squadra che per anni ha praticato un calcio diverso e che ora sembra aver intrapreso con decisione il percorso delineato da Motta. I due passi falsi in campionato sono un monito che c’è ancora margine di crescita, ma i tre gol in Champions indicano che la Juve sta cambiando volto, mostrandosi nettamente superiore rispetto alle ultime stagioni. È il momento di credere nel processo.
Milan, un debutto da paura

Paulo Fonseca si avvicinava alla sfida di Champions contro il Liverpool con certezze piuttosto vacillanti. Dopo un convincente 4-0 inflitto al Venezia, il percorso milanista era stato incerto, con soli due punti raccolti in tre partite e uno spogliatoio turbato dal caso Theo-Leao. I fischi e i cori a San Siro hanno rivelato un sostegno tiepido per il progetto tecnico, che non ha mai realmente preso piede. Si avverte che, senza un cambiamento significativo, il percorso di Fonseca potrebbe terminare prima di potersi pienamente realizzare.
L’inizio promettente del Milan inganna. Alvaro Morata, servendo Pulisic alle spalle di Tsimikas, ha messo in luce le qualità rossonere e le lacune del Liverpool. Tuttavia, la situazione si è rapidamente capovolta. I problemi fisici di Maignan hanno messo in evidenza una grave difficoltà: i difensori centrali hanno faticato nell’organizzare il gioco e hanno perso palloni pericolosi, abbassando il ritmo della squadra o, peggio, lasciandola scoperta. La difficoltà nel contrastare i colpi di testa di Konaté e van Dijk sui due gol ha accentuato l’impressione che, dopo circa due mesi di lavoro, i meccanismi di squadra non siano ancora affinati e in Champions si notano maggiormente.
La prestazione di Fofana è stata deludente oltre ogni aspettativa. Ancora grezzo tatticamente e visibilmente in difficoltà anche sul piano fisico. Finora, i nuovi acquisti non hanno portato i risultati sperati al Milan. Si è già parlato di Pavlovic, Emerson Royal non ha convinto e Morata sembra ancora lontano dalla forma ottimale. Un punto di luce è stato Tammy Abraham, entrato in campo con un’energia travolgente. Tra i leader tecnici, Theo è stato l’unico a farsi notare. Reijnders è apparso spento, mentre un Rafa Leao pigro e timoroso ha deluso, mostrandosi superficiale nel controllo del pallone.
Torna la Serie A
La Juve è carica per la partita contro il Napoli di sabato prossimo alla Stadium (ore 18), la vittoria in Champions ha ridato morale al gruppo e l’anticipo contro l’ex Conte è uno di quei match che ti possono far fare il salto di qualità.
In vista del Derby della quinta giornata, invece, è essenziale per il Milan trovare una svolta immediata già dalla prossima partita contro i nerazzurri, per correggere una situazione che al momento sembra precaria. Si gioca domenica 22 in prime time.
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