Se tutto va bene siamo rovinati
Qual è la posizione del governo italiano sulla crisi in Medio Oriente? Preferiamo i sunniti o gli sciiti? Appoggiamo Trump o Doha? E come facciamo con l’Egitto con cui abbiamo interessi importantissimi? E cosa farà la nostra diplomazia con l’Arabia Saudita, Abu Dhabi e gli altri soggetti che hanno riempito con centinaia di milioni di dollari il nostro sistema finanziario e industriale? Tranquilli, tutto è nelle mani del nostro grande ministro degli Esteri Angelino Alfano
Al di qua della barricata
Anche se non è semplice dimostrare un coinvolgimento diretto tra il comitato elettorale di Trump e i russi, è terribilmente grave l'accusa per Trump di aver cercato di ostacolare l'indagine e ostruire il normale percorso della giustizia. E la sola accusa di ostruzione alla giustizia portò Richard Nixon alle dimissioni
Mr. President
“Non si tratta di una battaglia tra fedi diverse, ma tra criminali che vogliono cancellare la vita umana e persone di tutte le religioni che cercano di proteggerla: è una lotta tra il bene e il male.”
In Arabia Saudita, davanti a 55 capi di stato mediorientali, Donald Trump sotterra la 'guerra fra civiltà' che aveva caratterizzato la sua campagna elettorale, e torna a fare il presidente degli Stati Uniti
La fine del sogno
Sulla crisi del Pd si è detto di tutto e tutti ci siamo fatti un'idea più o meno realistica di come andrà a finire tra qualche mese. Eppure, dopo aver ascoltato tutte le parti in causa come un bravo giudice, nessuno ha il coraggio di essere ottimista sul futuro del Partito Democratico. Perché, in fondo, ci vergogniamo di come “sta al mondo” questo partito: dieci anni di lacerazioni continue, che cerchi di insabbiare nei meandri ancestrali della mente, ti fanno dimenticare dei dieci anni di sconfitte brucianti e di vittorie da incorniciare




