
TUTTA LA (S)CORRETTEZZA DEL MONDO
La politica è un po’ come quel cugino che tutti evitano ai pranzi di Natale: sempre in mezzo, sempre scomodo, e con la tendenza a raccontare pessime barzellette.

La politica è un po’ come quel cugino che tutti evitano ai pranzi di Natale: sempre in mezzo, sempre scomodo, e con la tendenza a raccontare pessime barzellette.
C'è odore di elezioni anticipate a Palazzo Chigi. Lo si nota - ma è più una sensazione - da quando l'alito del consenso verso Renzi si è raffreddato. Il PdC è immediatamente corso ai ripari annunciando due progetti che andavano già spediti - Rai e riforma istituzionale - e mettendo in corsia di sorpasso una questione molto sensibile all'opinione pubblica: l'azzeramento delle tasse sulla prima casa e il rilancio del Sud. Palliativi, tutt'al più
«Siete disposti a impegnarvi già oggi a sostenere il vincitore delle primarie del partito, chiunque esso sia, e non candidarvi alle elezioni da indipendente? Chi è contrario alzi la mano». Un solo candidato ha alzato la mano: Donald Trump
In questi giorni è stato nominato il nuovo consiglio di amministrazione della Rai. Dalle parole di Renzi doveva essere il primo CdA non lottizzato. Ma non è andata affatto così. Insomma, un consiglio tanto mediocre da risultare pressoché anonimo, magari per favorire l’azione di un forte direttore generale o dell'unica vera intenditrice di tv presente in questo nuovo CdA: la presidente Monica Maggioni
Sono quindici anni che vivo a Cordenons e in quindici anni sulla riqualificazione dell'ex cotonificio Mako' ne ho sentite tante. Ho letto articoli di giornali, note del CdA, comunicati dei soci pubblici, dei soci privati e di semplici cittadini speranzosi. Ho letto e studiato piani industriali, piani di rilancio, piani di riqualificazione. Tutti bellissimi ed entusiasmanti. Ed ogni volta, sistematicamente, tutto andava a rotoli perché qualcosa non funzionava o uno dei soci si tirava indietro
Il Tribunale di Grosseto, disattesa ogni contraria istanza: Ordina all'Ufficiale di Stato Civile del Comune di Grosseto di trascrivere nei registri di stato civile il matrimonio contratto a New York (USA) con rito civile. Condanna i convenuti e gli intervenuti a rifondare solidamente le spese del presente giudizio ai ricorrenti
Il primo anno di governo Renzi ci ha indicato la via. Quel che manca è la costruzione di un progetto reale che porti ad un ampio consenso, segno distintivo dell'azione politica di uno statista. L'Italia, purtroppo, galleggia con quelle poche riforme non ancora completate che servono a non farla affogare. Però non corriamo nessun rischio di deriva autoritaria. Ma solo perché ci mancano gli statisti
Troppa euforia per la fine del segreto bancario con l'accordo tra l'Italia e la Svizzera. Per ora si tratta di un accesso parziale e su richiesta, sarà automatico solo dal 2018
Al netto delle sciocchezze di Gasparri su Greta e Vanessa, se tanto mi dà tanto anch'io posso dire che il vice presidente del Senato lavora part-time in Pontebbana: me l'ha detto un passante
Le parole usate contro Greta e Vanessa, la satira blasfema di Charlie Hebdo e quella spregevole e antisemita di Dieudonné, le bugie senza gambe del cittadino Romano su Renzi e la lucidissima accusa allo scrittore Erri De Luca. Quando la libertà di espressione si confonde con la libertà della parola contraria
Se il 2011 è stato l'anno di Bersani, il 2012 l'anno di Monti, il 2013 l'anno di Letta con la prima grande coalizione della Seconda Repubblica; il 2014 è stato indiscutibilmente l'anno di Matteo Renzi. Ora, per capire se l'attuale PdC rappresenta davvero la svolta decisiva per il paese e non la meteora politica dei predecessori, è importante saggiare l'effetto che fa ai renziani e agli antirenziani con un semplice esercizio di scrittura ad lìtteram, dunque un piccolo contributo alle argomentazioni degli uni e degli altri
[Disclaimer: post lungo] Un paese in cui si usano due pesi e due misure per uscire dal cerchiobottismo del “prima i marò” o “prima Greta e Vanessa”, è un paese che andrà a rotoli culturalmente e prima o poi anche mentalmente
Siamo alla fine di un altro annus horribilis. Quel poco di bilancio che si può stipare in un minuto di lettura lo lasciamo a dopo. Per il momento ci dedichiamo allo sport nazionale di ogni dicembre: nominare l’uomo dell’anno. L'Espresso ha deciso di dare lo scettro a Raffaele Cantone, il Times di Londra a Angela Merkel. Che ci crediate o meno, per me è Enrico Letta