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La cinese DeepSeek ha lanciato R1, un modello IA open source che sfida apertamente 01 di OpenAI, ma a un costo irrisorio. Questo scuote il primato statunitense basato su investimenti colossali, ma solleva anche dubbi sul futuro tecnologico e geopolitico globale.
Ho scritto un libro sulle presidenziali americane del 2024, le più polarizzate di sempre. Il libro analizza le cause e le conseguenze di questa divisione, esplorando l’impatto di Trump sulla politica, sulla società e sulla democrazia stessa. Attraverso un racconto dettagliato e riflessivo, cerco di offrire uno strumento chiaro per comprendere il panorama politico attuale, per fornire un’analisi approfondita e stimolare una riflessione sul futuro della democrazia.
Questo è - o possiamo definirlo - il pilot di una nuova serie di post settimanali che riguardano le notizie più rilevanti di argomento scientifico (o che ci vanno vicine). Niente spiegazioni o approfondimenti, solo una breve intestazione con il link all'articolo: deciderete voi se leggerli tutti o solo quello che vi interessano. E magari poi ne parliamo assieme.
Le grandi aziende influenzano da sempre le decisioni politiche per tutelare i propri interessi, dall’industria automobilistica al tabacco, fino a petrolio e armi. Le big tech non fanno eccezione, e OpenAI ha recentemente alzato l’asticella del lobbismo, ridefinendone i confini.
Donald Trump ha iniziato il suo secondo mandato con ordini esecutivi su immigrazione, economia e ambiente, come la fine dello Ius Soli e una pausa di 75 giorni sul ban di TikTok. La proposta di eliminare la cittadinanza per nascita potrebbe portare a sfide legali. Ha inoltre ritirato gli Stati Uniti dagli accordi sul clima e sulla sanità, e graziato oltre 1.500 partecipanti all'assalto al Campidoglio, suscitando polemiche.
Oggi, lunedì 20 gennaio, Donald Trump inaugurerà ufficialmente il suo secondo mandato come presidente degli Stati Uniti con la tradizionale cerimonia di insediamento a Washington. La giornata sarà scandita da eventi solenni e simbolici, trasmessi in streaming su questa pagina a partire dalle 15.
L’amministrazione Trump ha davanti a sé un percorso complesso e potenzialmente instabile, in cui il sostegno della sua coalizione dipenderà dalle scelte politiche e dalla capacità di evitare divisioni interne e reazioni avverse. I primi mesi saranno decisivi per stabilire se riuscirà a rafforzare il potere acquisito o rischierà di perdere il consenso elettorale ottenuto.
Altadena, come tante altre comunità prima di lei, rischia di diventare l’ennesima vittima di quel meccanismo spietato che si chiama capitalismo dei disastri, ovvero quella teoria che trasforma i disastri in occasioni per fare profitto. È successo a New Orleans dopo Katrina, a Puerto Rico dopo Maria, e a Brooklyn dopo Sandy. Qui non è diverso. Ogni ritardo nella ricostruzione gioca a favore di chi vede in queste terre non una comunità, ma un’opportunità di guadagno.
L’inizio di un nuovo anno porta spesso con sé la pressione di migliorarsi e raggiungere obiettivi ambiziosi. Eppure, forse non serve inseguire la perfezione. Potremmo trovare più senso nei piccoli cambiamenti, nella riscoperta dei legami e nella riflessione su ciò che conta davvero, accettando il valore delle imperfezioni e delle pause lungo il cammino.
La vicenda di Luigi Mangione, arrestato per l’omicidio del Ceo di UnitedHealthcare, è diventata virale per il simbolismo sociale e politico. Dipinto come ribelle contro il sistema sanitario, è stato trasformato in un eroe sui social nonostante la realtà sia ben diversa. La storia evidenzia come i social media politicizzino eventi violenti e solleva interrogativi su giustizia, violenza e la distorsione della realtà nelle narrative ideologiche.
A un mese dall’insediamento di Trump, il conflitto in Ucraina è sospeso tra un fragile cessate il fuoco e il rischio di una guerra globale. Trump si è affermato come mediatore chiave, ma rimangono nodi critici su territori occupati e adesione dell’Ucraina alla Nato. L’Europa, qualunque sia l’esito, dovrà assumersi responsabilità strategiche, sia militari che politiche, e accelerare la creazione di uno scudo anti-missile per garantire la propria sicurezza.
La clemenza presidenziale è da sempre un tema che genera polemiche. Tradizionalmente, i presidenti degli Stati Uniti concedono la grazia a centinaia di persone verso la fine del loro mandato. Spesso, si tratta di individui che hanno dimostrato un percorso di redenzione o di condannati per reati minori, come crimini legati alla droga, la cui pena è considerata sproporzionata rispetto agli standard attuali.
