L’Italia affondo perduto
Un buon piano per lo sviluppo e per il lavoro dovrebbe basarsi principalmente nello spendere bene i 114 miliardi di euro in fondi europei che l'Italia ha a disposizione. I governi Letta, Monti e Berlusconi, hanno fallito sostanzialmente perché non basavano la loro politica economica anche sui numeri: quasi trenta miliardi non spesi nel periodo 2007-2013; altri 85 nel periodo 2014-2020 non spendibili perché il governo non ha ancora concluso la programmazione con l'UE. Invocare la crescita senza sfruttare le risorse comunitarie, considerando che al momento rimangono gli unici investimenti possibili contro la crisi, è diventato negli anni il nonsense della nostra classe politica
Limonare con Putin
La regola numero uno dell'arte della guerra è, da sempre, mai marciare su Mosca. Non devono aver letto quella frase di Putin riportata nel bellissimo Limonov di Carrère: «Chi vuole restaurare il comunismo è senza cervello. Chi non lo rimpiange è senza cuore»
Che sia la volta buona
La nuova proposta di riforma del lavoro (il famigerato Job Act) costerà 1,6 miliardi in più di quanto oggi si spende per i sussidi - circa 8,8 miliardi in totale - ma assicurerà un sussidio di disoccupazione universale per tutti, compresi quel milione e 200 mila lavoratori precari attualmente fuori da quasi tutti i sostegni. La riforma potrebbe essere finanziata dallo spostamento di risorse dalla Cig in deroga il cui valore si aggira attorno ai 2,5-3 miliardi annui
Gran Venerabile Maestro
Da che mondo è mondo, la corsa per Palazzo Chigi apre le porte alla fulminea carriera dei carrieristi in erba e dei capibastone locali. Nemmeno questa volta le cose sono andate diversamente, tanto che per non scontentare nessuno, il presidente del Consiglio ha dovuto ritardare di oltre un'ora il consiglio dei ministri per districare l'intricatissima matassa dei sottosegretari e viceministri
