
TUTTA LA (S)CORRETTEZZA DEL MONDO
La politica è un po’ come quel cugino che tutti evitano ai pranzi di Natale: sempre in mezzo, sempre scomodo, e con la tendenza a raccontare pessime barzellette.

La politica è un po’ come quel cugino che tutti evitano ai pranzi di Natale: sempre in mezzo, sempre scomodo, e con la tendenza a raccontare pessime barzellette.
Gli indipendentisti sognano una vittoria schiacciante. La Scozia ha abbastanza risorse per diventare una delle nazioni più ricche d’Europa, intanto però le grandi banche, l’industria petrolifera, il Fondo Monetario Internazionale e il mondo editoriale (Financial Times e dell’Economist) non fanno mistero di schierarsi per il "no" all’indipendenza
In un poligono dell'Arizona una bambina di nove anni ha ammazzato il suo istruttore di tiro. In poche parole, mentre lui le insegnava l'utilissima arte di sparare con un UZI, lei ha tirato il grilletto, l'arma ha rinculato, la bimba si è scomposta e lui ci è finito in mezzo
La web series House of Cards è arrivata terza come miglior serie drammatica alla serata degli Emmy e Netflix, ironicamente, ha postato su Youtube un filmato nel quale Doug Stamper, il capo dello staff di Frank Underwood, fa una telefonata...
La comunicazione politica ai tempi di internet spiegata a chi continua a dire che internet non è un valore aggiunto per la politica (ovvero il rapporto tra comunicazione e politica di @nomfup)
Con un occhio alla crisi francese e un altro alla crisi ucraina, non posso sottrarmi da ciò che succede nella striscia di Gaza, in Siria, in Libia e in Iraq. Soprattutto in Iraq con lo sterminio di Yazidi da parte dell'Isis. Gli Yazidi, una tribù che è stata negli anni sterminata, distrutta, salvata, liberata e poi nuovamente sterminata e distrutta
Il giorno che Renzi twittò #ciaovacanze, siamo diventati un paese di #rincoglioniti #da #hashtag.
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Il sottosegretario Baretta è un semplicione. La funzione degli investimenti serve per mantenere la capacità produttiva - come, ad esempio, la sostituzione di impianti ormai obsoleti e logori oppure ad espandere la produzione stessa - e la loro funzione dipende tantissimo dal tasso d’interesse reale pagato per effettuare tali investimenti e dal livello di crescita economica, tendenzialmente correlata alla crescita del paese, in cui vorrebbe proiettarsi l'azienda. Se si vuole indurre gli imprenditori a investire in economia reale, il modo migliore non è continuare a pestare sui redditi di capitale per chi quei redditi li investe in produttività, ma colpire più precisamente le operazioni finanziarie che non producono lavoro ma solo speculazione
Fare il discussionista in eterno porta ad essere stronzi esattamente come fare il decisionista in eterno, per cui meglio fare un po' come gli pare, a Renzi, tanto starà sulle palle nell'uno o nell'altro senso. Mi riferisco ad un'intervista di qualche settimana fa a Repubblica nella quale il premier dice che «verrà il giorno in cui si potrà finalmente parlare delle responsabilità anche delle élite culturali nella crisi italiana: i politici hanno le loro colpe. Ma professori, editorialisti, opinionisti non possono ritenersi senza responsabilità». Ma la castagna scotta nel momento in cui aggiunge che sono finiti i tempi del “discussionismo”: scotta, cioè, l'autoritarismo e il populismo craxiano rivangato da Renzi
Distrutte le case dei palestinesi che uccisero 3 ragazzi ebrei.Ancora in piedi quelle degli israeliani che bruciarono 1 ragazzo palestinese
— Corradino Mineo (@CorradinoMineo) 18 Agosto 2014
Le tragedie portano un susseguirsi di sventure che partono dagli 80 euro e finiscono alla riforma del Senato, come se tra le due cose ci fosse un nesso così evidente da farci rimanere col fiato sospeso in un'eterna apnea mediatica che solo il paladino di turno ci può portare fuori dal baratro. In pratica il gufo è il bullo Renzi, l'anti-profeta premier che spinge a senso unico con l'agghiacciante speranza - c'è di mezzo Berlusconi, ricordate? - di riconsegnare il paese nella mani del Maligno. Ma le strade tra le profezie e la realtà spesso non coincidono
La politica estera non deve dar retta all'improvvisazione: deve essere insensibile al colore del Governo, e dev'essere un settore in cui maggioranza e opposizione convergono amorevolmente. La sfida è gigantesca: riportare il Belpaese nei circoli della diplomazia internazionale che conta e soprattutto sviluppare una seria politica mediterranea per arginare la questione dell’immigrazione