• Mi fa ancora male la mascella

    Il pentastel­lato Mas­simo De Rosa col suo «Siete arri­vate qui solo perché sapete fare bene i pom­pini», non è diverso dall’italiano medio. Ha solo detto – e ribadito più volte – ciò che ormai si pensa della politica. Ma l’alternativa al linguaggio di questa parte di ‘italiani medi’ si può trovare utilizzando poche parole, semplici, pungenti e per niente offensive

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  • Decenza arzigogolata

    Il punto di non ritorno è stato – come scrivono oggi tutti i giornali – nella votazione al decreto Imu-Bankitalia perché – come dicono tutti i grillini – il governo ha privatizzato la Banca d’Italia, ha regalato soldi alle banche e messo nelle loro mani la nostra banca centrale. Ultima ma non meno importante, il governo ha utilizzato la tattica del decreto che mette insieme materie diverse per far passare l’abolizione dell’Imu. C’è molta carne sul fuoco, quindi meglio fare un po’ di spazio nella panza

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  • La vittima predestinata

    Palazzo Chigi è lì, ad un passo. Ma il passo diventa doppio se non riuscirà a mettere all’angolo il Ncd. E sarà doppio se non riuscirà a far capire agli elettori che Alfano conta nulla nel programma del Renzi di governo. La vittima predestinata, ecco quello che dovrà diventare Alfano se il segretario vuole diventare premier. Anche se l’ex delfino del Cav scalcia e sputa

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  • Bene o male purché se ne parli

    Se l’intento di Serra era solo quello di apparire, beh, ci è riuscito in pieno. D’altra parte, parlando in 140 caratteri di una piaga sociale come la vicenda Electrolux, ci vuole veramente poco a finire sui media. Specialmente se si dicono sciocchezze o si è incapaci come il ministro Zanonato che dopo l’incontro di oggi ha detto che l’azienda non l’ha convinto. La De Girolamo si è dimessa per molto meno

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  • Slave

    Ho letto da qualche parte che per evitare chiu­sura e delo­ca­liz­za­zione in Polo­nia bisogna diventare polacchi o slavi. Cambia qualcosa? Direi di no, visto che anche lì, come in tutta l’est Europa, stanno soffrendo della congiuntura economica e dell’aumento del costo della vita. E allora non basta delo­ca­liz­za­re in Polo­nia per diventare polacchi o slavi. Bisogna diventare slave

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  • Lotta di classe

    Nell’indagine di Bankitalia si nota che i ricchi diventano sempre più ricchi, e i poveri sempre più poveri. Il 16% dei nuclei familiari vivono con un reddito annuo di 15.300 euro, nel biennio precedente la percentuale era di due punti in meno. In un quadro generale in eterna depressione, vediamo che la ricchezza assoluta è diminuita del sette per cento: tradotto vuol dire che metà delle famiglie italiane vive con meno di duemila euro al mese e un reddito poco superiore ai 24mila

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  • Il piano svuota-carceri dell’Electrolux

    Il piano di Electrolux di portare gli stipendi degli operai italiani simili a quelli polacchi – da 1400 a 700-800 euro – ha praticamente fatto capire chiaro e tondo che l’azienda svedese non vuole più investire in Italia. Non ha, quindi, più nemmeno senso cercare di riportare la tensione ai livelli pre-crisi del settore: se l’Electrolux vuole subor­di­nare la sua pre­senza e i suoi inve­sti­menti in Ita­lia con una pro­po­sta che ha dell’incredibile, lo fa certamente per velocizzare la rottura e passare ad una completa ristrutturazione delle aziende nel nostro paese. Non ci sono altre strade

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  • La stagione dei conflitti

    La strada che hanno dovuto affrontare è stata lunga e difficile, ma hanno imparato ad usare i mezzi a loro disposizione, specialmente i nuovi, offerti dalle applicazioni per gli smartphone e i social media. E proprio con l’uso intenso di questi nuovi mezzi, sono riusciti a dar vita ad una nuova fase dei movimenti dei lavoratori cinesi. Un movimento 2.0, possiamo quasi definirlo. Il reportage sulla vita lavorativa in Cina, dove farsi pagare è più difficile che da qualsiasi altra parte del mondo

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  • Si è cambiato il mondo!

    Il mantra dell’Europa-che-conta è cambiar tutto senza dover cambiare nulla, tant’è che a Davos i ministri dell’Economia hanno chiesto l’accelerazione dei negoziati per la liberalizzazione del commercio globale in modo che tutto possa essere commerciabile: dall’agricoltura ai prodotti industriali ai servizi. Tutto. Nella pittoresca Davos è andato in scena il summit a metà tra pel­le­gri­nag­gio reli­gioso e con­ven­tion azien­dale. Insomma, qui si è cambiato il mondo!

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  • Enjoy Coke

    Coca-Cola Ibe­rian Part­ner, la società auto­riz­zata ad imbot­ti­gliare e distri­buire i pro­dotti Coca-Cola in Spagna, ha annunciato una ristrut­tu­ra­zione che, tra licen­zia­menti e ricol­lo­ca­zioni, col­pirà 1253 dipen­denti su un totale di 4250. Chiuderanno quattro impianti su undici

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  • Un sistema al collasso

    In otto anni 17 riforme pressoché inutili, mentre i costi per i cit­ta­dini sono aumen­tati fino al 182%. Eppure i tempi dei pro­cessi sono enormi e le pen­denze sono circa 9 milioni, colpa di poli­ti­che fallimen­tari die­tro lo scudo di pole­mi­che pre­te­stuose. Non riuscire a decidere si rifletterà direttamente sulla qua­lità della con­vi­venza civile e sulla com­pe­ti­ti­vità del sistema economico-imprenditoriale

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  • Il parto dei topolini

    Il tribunale ha definitivamente messo una pietra sopra al doppio incarico di Vin­cenzo De Luca: deve lasciare la carica di sindaco di Salerno. Ma De Luca è un fenomeno: «Presentato appello all’ordinanza emessa dal Tribunale Civile di Salerno. L’ordinanza, a norma di legge, resta pertanto sospesa». Et voilà!

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