Parigi, Iddio e tutti gli altri
Di fronte a eventi quotidiani che spesso superano la più fervida immaginazione, nascondere la testa sotto la sabbia per non vedere non giova alla civile evoluzione delle coscienze: è inutile essere in prima fila a gridare “Mai più!”, dopo. La guerra non è fatta di combattimenti, bombe intelligenti e missili ipertecnologici, ma da operazioni di intelligence sul campo e di aiuti alla popolazione per renderla più consapevole dei rischi che comporterebbe una massificazione religiosa integralista. Non sono le bombe la soluzione, sono le persone. Come sempre.
La strada buia della crisi
Di tanto in tanto sui social e sui blog assisto a violentissimi scambi - definiti opinioni dai diretti interessati - a proposito del costo umano della crisi. Parliamo di chi in questi lunghi anni si è tolto la vita, in Italia o in Grecia, per aver perso o non ritrovato il lavoro; o di commercianti e imprenditori portati al fallimento economico prima, esistenziale poi
Il paese coi balocchi
Gli italiani sono patriottici a convenienza: Riccardo Muti può dirigere i Berliner, Paola Antonelli può essere il direttore del Moma, al maestro Claudio Abbado può essere affidata la direzione delle filarmoniche di Berlino e Vienna e a Fabiola Giannotti il CERN. Ma che ci sia un tedesco agli Uffizi? Giammai! Eppure non ricordo proteste in piazza quando il thailandese Thohir ha comprato l'Inter e il cinese Mister Bee il Milan. Ah già, il calcio vive una vita propria
Amazon è un inferno
La “guerra” tra il New York Times e Jeff Bezos, fondatore e ceo di Amazon, la più grande azienda di beni al dettaglio d’America, è partita due anni fa, quando Bezos ha comprato il Washington Post. L'ultima stoccata arriva da un reportage di David Streitfeld e Jodi Kantor, intitolato “Inside Amazon: Wrestling Big Ideas in a Bruising Workplace”, nel quale raccontano una serie di aneddoti terrificanti su come Amazon sia un luogo di lavoro disumano


