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  • Se l'intento di Serra era solo quello di apparire, beh, ci è riuscito in pieno. D'altra parte, parlando in 140 caratteri di una piaga sociale come la vicenda Electrolux, ci vuole veramente poco a finire sui media. Specialmente se si dicono sciocchezze o si è incapaci come il ministro Zanonato che dopo l'incontro di oggi ha detto che l'azienda non l'ha convinto. La De Girolamo si è dimessa per molto meno

  • Ho letto da qualche parte che per evitare chiu­sura e delo­ca­liz­za­zione in Polo­nia bisogna diventare polacchi o slavi. Cambia qualcosa? Direi di no, visto che anche lì, come in tutta l'est Europa, stanno soffrendo della congiuntura economica e dell'aumento del costo della vita. E allora non basta delo­ca­liz­za­re in Polo­nia per diventare polacchi o slavi. Bisogna diventare slave

  • Nell'indagine di Bankitalia si nota che i ricchi diventano sempre più ricchi, e i poveri sempre più poveri. Il 16% dei nuclei familiari vivono con un reddito annuo di 15.300 euro, nel biennio precedente la percentuale era di due punti in meno. In un quadro generale in eterna depressione, vediamo che la ricchezza assoluta è diminuita del sette per cento: tradotto vuol dire che metà delle famiglie italiane vive con meno di duemila euro al mese e un reddito poco superiore ai 24mila

  • Il piano di Electrolux di portare gli stipendi degli operai italiani simili a quelli polacchi - da 1400 a 700-800 euro - ha praticamente fatto capire chiaro e tondo che l'azienda svedese non vuole più investire in Italia. Non ha, quindi, più nemmeno senso cercare di riportare la tensione ai livelli pre-crisi del settore: se l’Electrolux vuole subor­di­nare la sua pre­senza e i suoi inve­sti­menti in Ita­lia con una pro­po­sta che ha dell’incredibile, lo fa certamente per velocizzare la rottura e passare ad una completa ristrutturazione delle aziende nel nostro paese. Non ci sono altre strade

  • La strada che hanno dovuto affrontare è stata lunga e difficile, ma hanno imparato ad usare i mezzi a loro disposizione, specialmente i nuovi, offerti dalle applicazioni per gli smartphone e i social media. E proprio con l'uso intenso di questi nuovi mezzi, sono riusciti a dar vita ad una nuova fase dei movimenti dei lavoratori cinesi. Un movimento 2.0, possiamo quasi definirlo. Il reportage sulla vita lavorativa in Cina, dove farsi pagare è più difficile che da qualsiasi altra parte del mondo

  • Il mantra dell'Europa-che-conta è cambiar tutto senza dover cambiare nulla, tant'è che a Davos i ministri dell'Economia hanno chiesto l'accelerazione dei negoziati per la liberalizzazione del commercio globale in modo che tutto possa essere commerciabile: dall'agricoltura ai prodotti industriali ai servizi. Tutto. Nella pittoresca Davos è andato in scena il summit a metà tra pel­le­gri­nag­gio reli­gioso e con­ven­tion azien­dale. Insomma, qui si è cambiato il mondo!

  • Coca-Cola Ibe­rian Part­ner, la società auto­riz­zata ad imbot­ti­gliare e distri­buire i pro­dotti Coca-Cola in Spagna, ha annunciato una ristrut­tu­ra­zione che, tra licen­zia­menti e ricol­lo­ca­zioni, col­pirà 1253 dipen­denti su un totale di 4250. Chiuderanno quattro impianti su undici

  • In otto anni 17 riforme pressoché inutili, mentre i costi per i cit­ta­dini sono aumen­tati fino al 182%. Eppure i tempi dei pro­cessi sono enormi e le pen­denze sono circa 9 milioni, colpa di poli­ti­che fallimen­tari die­tro lo scudo di pole­mi­che pre­te­stuose. Non riuscire a decidere si rifletterà direttamente sulla qua­lità della con­vi­venza civile e sulla com­pe­ti­ti­vità del sistema economico-imprenditoriale

  • Il tribunale ha definitivamente messo una pietra sopra al doppio incarico di Vin­cenzo De Luca: deve lasciare la carica di sindaco di Salerno. Ma De Luca è un fenomeno: «Presentato appello all'ordinanza emessa dal Tribunale Civile di Salerno. L'ordinanza, a norma di legge, resta pertanto sospesa». Et voilà!

  • L’evasione fiscale accer­tata nel 2013 è di quasi 60 miliardi di euro, cioè tre volte la legge di sta­bi­lità da 14 miliardi licen­ziata dal governo Letta a fine dicem­bre. Due proposte

  • La visione di sviluppo occidentale è fondata quasi interamente sulle esportazioni in quanto faciliterebbero il commercio e gli investimenti. Fondamentalmente è vero: un quarto di punto in più di export è in grado di far crescere una nazione e, per diretta conseguenza, far rivincere le elezioni a chi la guida in quel momento

  • Fermo restando che le preferenze non mi interessano, ma che nemmeno le liste bloccate mi fanno impazzire, nella bozza della legge elettorale presentata ieri sera in Commissione ci sono ancora dei punti oscuri che non mi sono chiari, e che non approvo, specialmente nella parte in cui si disegna il premio di maggioranza