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  • Tra qualche giorno sapremo in cosa consisterà il Job Act di Matteo Renzi. Sapremo se si incolonnerà nella ormai ventennale autostrada dell’offerta, cioè rendere più facili i licenziamenti; oppure rendere più elastici i contratti di entrata, mettendosi in scia ai vari Treu, Biagi, Maroni, Sacconi, Fornero. Oppure se capirà che è il caso di cambiare drasticamente rotta

  • La sortita del ministro Saccomanni, che nega quei diritti duramente maturati nel 2013, hanno dato l'ultima picconata ad una morente scuola pubblica. Forse nep­pure Tre­monti era arri­vato a tanto

  • Il PD sardo ha scelto Fran­ce­sco Pigliaru, docente di eco­no­mia all’Università di Cagliari ed ex asses­sore al Bilan­cio nella giunta Soru dal 2004 al 2009, quale candidato presidente alle regionali di febbraio. Il M5S sembra invece al collasso politico: Beppe Grillo ha infatti deciso di non concedere il simbolo del Movimento a causa delle divi­sioni tra gli attivi­sti

  • La partita per la legge elettorale, e quindi la sopravvivenza del governo Letta, inizia ufficialmente oggi e durerà, presumibilmente, una ventina di giorni o poco più. Si tratta pertanto di varare la nuova legge entro e non oltre il 25 marzo, data ultima per votare a maggio sia per le europee che per le politiche

  • Leader si diventa a furor di popolo, con un'elezione o magari perché si riesce a trascinare le masse alla rivoluzione. Il leader può anche essere cooptato, ma poi cammina con le proprie gambe. Gianfranco Fini, ad esempio, capo non lo è mai stato perché la leadership non è mai riuscita a conquistarla sul campo. Lo spietato resoconto di un leader che non lo fu mai e che mai lo diventerà

  • Grillo dice che bisogna tornare al Mattarellum nudo e crudo - senza premi di maggioranza e senza polifosfati aggiunti - o approvare la riforma che stanno studiando i "100mila certificati" del blog che verrà presentata a breve. In pratica è come dare il Parlamento in mano al dio della guerra: un massacro

  • Il dato certo è che Renzi ha imposto una road map che finisce col patto di coa­li­zione, ossia quello che in teo­ria dovrebbe far andare avanti il governo. La priorità resta comunque la legge elettorale. Insomma, la Con­sulta si sbri­ghi perché il Pd ren­ziano ha molta fretta

  • Aldilà delle facili difese per l'uno o per l'altro, mi sembra ridicolo motivare delle dimissioni "irrevocabili" per una battuta - dimenticando che per anni il duo Renzi-Fassina è andato avanti con freddure più o meno pesanti - quando la realtà dice che quella del vice­mi­ni­stro all’economia è stata una mossa poli­tica stu­diata a tavolino, preparata con le inter­vi­ste dell’ultima set­ti­mana che servivano a scaricare su Renzi la respon­sa­bi­lità dell’esecutivo

  • Come per la legge elettorale, lo strano patto di questa strana maggioranza si è dovuto adattare al giro di boa renziano. È bastato però che il segretario del Pd accennasse semplicemente alla modifica della Bossi-Fini e ad una legge sulle unioni civili, che Alfano si ricordasse di essere ancora l'Angelino custode dell'integralismo medievale. È successo appena Renzi è passato dalle proposte più semplici a quelle più concrete

  • L’irrilevanza della destra è ormai assoluta. Berlusconi costretto a sperare [...]

  • Pasticcio Agusta, l’India ritira la commessa da 560 milioni per l'acquisto di 12 elicotteri dal gruppo Finmeccanica

  • Francesca davanti a sè aveva un'autostrada in discesa, poteva tutto e tutto le sarebbe stato dato. Parlo di Fran­ce­sca Bar­rac­ciu, consigliere regionale del PD che a settembre aveva vinto le primarie col 44,3 per cento dei consensi ed era diventata - con tutti i mal di pancia degli alleati di coalizione Sel, Idv e Rossomori - la candidata del centrosinistra alle regionali del 16 febbraio. Ma nell'ultima direzione regionale del 31 dicembre, Francesca ha ritirato la candidatura: «Mi ritiro. So che sto facendo la cosa giu­sta perché sto sal­vando il mio par­tito». La candidata democrat si è ritirata perché la Pro­cura di Cagliari l'ha indagata per peculato, ossia appropriazione indebita di fondi pubblici nell'inchiesta che la procura ha aperto nei confronti di diversi consiglieri regionali di vari schieramenti, sul pre­sunto uso a fini per­so­nali dei finan­zia­menti desti­nati ai gruppi.