Trump contro l’Unione Europea, di nuovo
Trump riapre lo scontro con l’UE mentre la sua economia scricchiola. L’Europa, divisa e prudente, rischia di subire una nuova stagione di ritorsioni.
Trump riapre lo scontro con l’UE mentre la sua economia scricchiola. L’Europa, divisa e prudente, rischia di subire una nuova stagione di ritorsioni.
L’incontro tra Donald Trump e Xi Jinping del 30 ottobre in Corea del Sud, non ha suscitato i clamori mediatici che ci saremmo potuti aspettare. Eppure, dietro gli accordi raggiunti si nasconde una dinamica geopolitica rivelatrice.
Trump non è mai stato un liberista: la sua idea di economia è autoritaria e concentrata nelle mani di chi comanda, che decide tutto in solitaria.
Il nuovo accordo sui dazi UE-USA mostra una UE fragile e divisa, costretta a cedere a Trump e ad accontentarsi del male minore, senza vere contromosse.
Yan Xuetong invita la Cina a guidare con regole e moralità per superare la crisi di leadership e l’instabilità globale causata dagli Stati Uniti.
La Cina cresce, ma in modo squilibrato. Xi rafforza il controllo interno, Trump rilancia la sfida commerciale e l’Europa prova a non restare schiacciata.
Trump ha riacceso la guerra commerciale. Ma stavolta Pechino non si limita a contenere l’impatto: reagisce, rilancia e sfrutta ogni occasione. Ha strumenti, ha alleati potenziali e ha una visione chiara. E mentre gli Stati Uniti si chiudono dietro i dazi, la Cina costruisce — pezzo dopo pezzo — il proprio mondo post-americano.
I dazi voluti da Trump segnano la rottura tra Stato e mercato, minando trent’anni di globalizzazione. La libertà economica cede alla sovranità politica, con gravi ricadute su Borse, imprese e cittadini, sempre più subordinati a un potere economico-politico arbitrario.