Trump contro l’Unione Europea, di nuovo
Trump riapre lo scontro con l’UE mentre la sua economia scricchiola. L’Europa, divisa e prudente, rischia di subire una nuova stagione di ritorsioni.
Trump riapre lo scontro con l’UE mentre la sua economia scricchiola. L’Europa, divisa e prudente, rischia di subire una nuova stagione di ritorsioni.
Trump non è mai stato un liberista: la sua idea di economia è autoritaria e concentrata nelle mani di chi comanda, che decide tutto in solitaria.
Paul Krugman, figura centrale nel dibattito economico e politico globale, ha lasciato il New York Times dopo quasi venticinque anni di editoriali che hanno plasmato l'opinione pubblica su temi come l'ineguaglianza, la globalizzazione e la crisi finanziaria. Con il suo stile schietto e analisi brillanti, Krugman ha portato l'economia fuori dalle accademie per renderla accessibile a milioni di lettori.
Gli eventi del 7 ottobre 2023 hanno scatenato in Medio Oriente un terremoto sia geopolitico che economico. L’attacco e la violenta reazione israeliana su Gaza e in Cisgiordania hanno innescato un’escalation su più fronti: dallo Yemen al Libano, fino all’Iran, ridefinendo equilibri e strategie, con un futuro ancora incerto e in piena evoluzione.
La guerra tra Israele e Hamas è solo l'ultimo episodio di una lunga serie di conflitti e crisi che agitano il pianeta, altri sono esplosi o sono tornati violenti. Inoltre, la Cina e gli Stati Uniti si contendono il primato mondiale, la Russia sfida la NATO e la Corea del Nord minaccia con le sue armi nucleari. Queste rivalità non sono diventate ancora conflitti militari, ma creano molta tensione sul piano economico e diplomatico
Nel 2019, il governo Conte I prese una decisione di notevole portata per la politica estera e la prospettiva economica italiana: aderire alla Belt and Road Initiative della Cina, meglio nota come la Via della Seta. Tuttavia, a distanza di tempo, sorge qualche domanda: perché? E, più importante ancora, con quale scopo?
Lo spionaggio, antico come l'uomo stesso, è sempre stato un ingranaggio cruciale nella protezione delle comunità dalle minacce che si celano all'interno e all'esterno dei confini. Ma nelle pieghe dell'era globale, questo antico gioco ha assunto un nuovo volto intrecciandosi magistralmente con il mondo imperscrutabile della finanza
Monti: «Più protezione ai lavoratori in cambio di una maggiore mobilità». Cauto ottimismo del premier ma i sindacati restano critici. «Puntiamo a chiudere il negoziato con le parti sociali entro marzo» conferma il ministro del Welfare Elsa Fornero. Nel Pdl crescono i malumori. Cicchitto: «da parte nostra responsabile appoggio al governo tecnico». Frattini avverte: «se stacchiamo la spina prendiamo la scossa».
Ieri sera il presidente del Consiglio Mario Monti è stato ospite di Fabio Fazio a "Che tempo che fa". Come al solito Monti è stato molto convincente nella forma, ma molto evasivo quando erano da spiegare nei dettagli i prossimi progetti del governo.
L'intervento del premier alla Commissione Bilancio della Camera è stato molto importante per capire fino a che punto il governo potrà attuare le misure necessarie per uscire dalla crisi.
Che in seno al Partito Democratico ci siano delle asperità tra le diverse correnti interne è scontato, era meno certo invece che l'attuale maggioranza non è più bersaniana bensì montiana.
Il presidente del Consiglio, prima di illustrare le misure della manovra, si rivolte ai cittadini: “Vogliamo risanare l’economia e ridare all’Italia un grande peso nel consesso europeo. Chiamatelo decreto salva-Italia”