
TUTTA LA (S)CORRETTEZZA DEL MONDO
La politica è un po’ come quel cugino che tutti evitano ai pranzi di Natale: sempre in mezzo, sempre scomodo, e con la tendenza a raccontare pessime barzellette.

La politica è un po’ come quel cugino che tutti evitano ai pranzi di Natale: sempre in mezzo, sempre scomodo, e con la tendenza a raccontare pessime barzellette.
L'approvazione da parte del Parlamento europeo della nuova versione dell'Artificial Intelligence Act è un importante passo verso la regolamentazione delle nuove tecnologie. Tuttavia, questa impresa non è priva di sfide.
Il fascismo e l'islamismo moderno condividono alcuni elementi simili. Entrambi sono movimenti politici che nascono da sentimenti di sconfitta e umiliazione. Sia il fascismo che l'islamismo mirano a costruire un impero per dominare il mondo, credendo che l'annientamento dei nemici sia necessario per realizzare tale obiettivo. Il fascismo sottolinea la supremazia razziale ariana, mentre l'islamismo sostiene la supremazia morale religiosa
È sorprendente che in Italia si dedichi così tanto tempo a discutere come utilizzare lo 0,03% di un programma di investimenti pubblici così vasto come il Pnnr, trascurando completamente il restante 99,97%
Nel 2014, durante l'86ª edizione degli Oscar, la conduttrice Ellen DeGeneres coinvolse in un selfie di gruppo dieci attori. La foto, pubblicata istantaneamente su Twitter, venne ritwittata oltre 3,4 milioni di volte disabilitando momentaneamente il social network
Prestando ascolto all'indignazione dei vertici del GOP, il presidente ha rilasciato ieri sera un breve discorso video in cui ha cupamente letto un testo già preparato, impegnandosi tardivamente in un pacifico trasferimento di potere. Questo accadeva appena 24 ore dopo aver pubblicato un video in cui esprimeva “amore” per i suoi sostenitori al Campidoglio e li chiamava “persone molto speciali”.
Il GIORNO ZERO della vaccinazione comunitaria anti-Covid è stato il 27 dicembre; in altri paesi, invece, il vaccine-day è partito a spizzichi e bocconi: chi prima, chi dopo, ma comunque sta proseguendo in maniera abbastanza spedita pur con tutti i problemi di logistica e di personale
Si fidi di noi, Presidente Conte. Si fidi e ci lasci uscire pur mantenendo il distanziamento sociale e le protezioni di sicurezza obbligatorie. Riapra le attività commerciali che con molta fortuna e tanta forza interiore potrebbero ancora farlo. Riapra le aziende che col suo aiuto si adopereranno per mettere in sicurezza il posto di lavoro di milioni di lavoratori stremati dal virus e dalle privazioni di questi due mesi. Si fidi, Presidente. E ci lasci vivere.
Cittadini, lavoratori! Sciopero generale contro l'occupazione tedesca, contro la guerra fascista, per la salvezza delle nostre terre, delle nostre case, delle nostre officine. Come a Genova e a Torino, ponete i tedeschi di fronte al dilemma: arrendersi o perire.
Sostenere che in Lombardia, e nel resto del paese, i contagi non scendono perché la gente ancora si muove è un insulto. Un insulto a tutti i malati che aspettano in casa, con milioni di dubbi e con un'angoscia indescrivibile, per le diagnosi che non arrivano mai. È un insulto al 95% degli italiani che rispettano alla lettera ogni prescrizione, sia nazionale che regionale. Un insulto terrificante e un continuo cercare un capro espiatorio della propria palese inadeguatezza
Forse parlare di normalità è troppo presto, ma un lento ritorno alla vita significa che fuori qualcosa si muove. Tuttavia è necessario progettare la ricostruzione e comprendere, soprattutto comprendere, cosa non ha funzionato e porre rimedio.
Se continuiamo a prenderci ancora in giro, sarà evidente che i risultati che arriveranno quando faremo i test come indicano i protocolli saranno a livello di percentuali bulgare. Prima o poi dovremo fare i conti anche con le cose che sono andate storte e renderci conto che i dati ufficiali non sono reali.
La nostra vita è stata sostituita dalla consapevolezza del virus: dalla paura del contagio alle limitazioni delle nostre libertà personali. E quando tutto questo finirà, non torneremo ad essere quello che eravamo prima perché le conseguenze della pandemia rimarranno a lungo: si ripartirà da una sorta di "Anno Zero”, in cui il Covid-19 sarà lo zero assoluto della nostra esistenza