Da fabbrica del mondo a superpotenza dell’innovazione
La Cina non è più solo la fabbrica del mondo: ora innova, forma e crea i suoi brand globali.
La Cina non è più solo la fabbrica del mondo: ora innova, forma e crea i suoi brand globali.
Quando una potenza come gli Stati Uniti decide di riscrivere le coordinate di chi considera alleato e chi avversario, produce inevitabilmente uno shock.
Nvidia ha sfondato i cinquemila miliardi di dollari di valore di borsa. Ma i numeri raccontano solo una parte della storia di Jensen Huang, l'uomo che produce i chip più avanzati del pianeta.
L’incontro tra Donald Trump e Xi Jinping del 30 ottobre in Corea del Sud, non ha suscitato i clamori mediatici che ci saremmo potuti aspettare. Eppure, dietro gli accordi raggiunti si nasconde una dinamica geopolitica rivelatrice.
Mentre Pechino e Mosca consolidano la loro presenza in America Latina, Washington fatica a ricostruire una rete di alleanze credibile e multilaterale nel proprio emisfero.
Alla parata del 3 settembre Xi Jinping lancia diversi messaggi al mondo: all'Occidente, al Giappone, al popolo cinese. Il messaggio è chiaro, gli Stati Uniti hanno perso l'egemonia.
Ma soprattutto: sono davvero così “rare”? La spiegazione definitiva all'enigma del secolo.
Yan Xuetong invita la Cina a guidare con regole e moralità per superare la crisi di leadership e l’instabilità globale causata dagli Stati Uniti.
Con Xi Jinping, la Cina torna opaca e centralizzata. Solo la Pekingology permette di cogliere segnali, rischi e svolte dietro il potere personale del leader.
La Cina cresce, ma in modo squilibrato. Xi rafforza il controllo interno, Trump rilancia la sfida commerciale e l’Europa prova a non restare schiacciata.
La stretta di Trump contro gli studenti cinesi arriva dopo anni di preparazione. Il nuovo piano, firmato da Rubio, punta a revocare i visti a chi ha legami con Pechino o studia materie sensibili. Il rischio, ora, è riaccendere lo scontro con la Cina sul piano commerciale e diplomatico.
Sabato 26 aprile si celebrano i funerali di Papa Francesco. Il suo pontificato ha ridisegnato la geografia del conclave, sovrarappresentando l’Asia e rompendo con consuetudini storiche. L’Africa cresce ma conta ancora poco. Il prossimo Papa erediterà questa nuova Chiesa globale.