La dottrina turca
Negli ultimi anni la Turchia proietta potenza creando un’autonomia strategica che combina intelligence, accordi marittimi e progetti energetici.
Negli ultimi anni la Turchia proietta potenza creando un’autonomia strategica che combina intelligence, accordi marittimi e progetti energetici.
Il riconoscimento della Palestina è un atto politico necessario per riaffermare un principio e per interrompere la delegittimazione del popolo palestinese.
Perché è diventato ciò che è oggi e, soprattutto, quanto è vera la narrazione israeliana su Hamas e quanto invece è propaganda.
Israele ha colpito l’Iran puntando a indebolirne il regime. Ma la risposta di Teheran e l’assenza di una mediazione americana aprono scenari pericolosi: Trump potrebbe attaccare già oggi.
La tregua a Gaza serve a chi comanda, non a chi subisce. I civili restano ostaggi, mentre Israele e Hamas consolidano il loro potere sull’immobilismo.
L’Occidente continua a parlare di “sostegno a Israele” come se si trattasse ancora di un alleato che condivide i propri valori. Ma quei valori, oggi, sembrano piegati, svuotati, ridotti a giustificazione per l’indicibile. E la domanda che resta, urgente, è: fino a quando continueremo a chiamare democrazia un governo che dichiara apertamente di voler svuotare una terra dalla sua gente? Perché quella di Gaza non è più una guerra, è un genocidio.
La tregua tra Israele e Hezbollah è un breve respiro in una regione abituata a vivere in apnea. Frutto di pressioni, compromessi e un’inedita combinazione tra la diplomazia di Biden e la retorica incisiva di Trump, questo cessate il fuoco è il primo passo verso un equilibrio instabile, ma necessario, per guardare oltre il conflitto e verso Gaza.
Yahya Sinwar, leader di Hamas, è stato ucciso dall’esercito israeliano il 16 ottobre 2024 nel sud di Gaza. Considerato il responsabile dell’attacco del 7 ottobre 2023, in cui più di 1.200 persone sono state uccise e circa 250 prese in ostaggio, la sua morte rappresenta un momento decisivo nella guerra che ha devastato Gaza.
La guerra in Medio Oriente si è espansa rapidamente, con un’escalation iniziata esattamente un anno fa quando Hamas ha attaccato Israele. Quello che era partito come un conflitto tra Israele e Gaza si è allargato coinvolgendo l'intera regione. Ora, dopo l’attacco missilistico dell'Iran contro Israele del primo ottobre, si aspetta una risposta da Tel Aviv.
Forse dovremo aspettare il 2053, o il 2083, perché uno scrittore palestinese o israeliano trovi il tono giusto per farci comprendere davvero cosa succede in queste ore sotto gli occhi indifferenti dell'Occidente. Non possiamo chiudere gli occhi di fronte alla verità: siamo noi i responsabili delle atrocità che hanno insanguinato il mondo. Abbiamo immaginato e pianificato le guerre aeree, le stragi di civili, i massacri di bambini, quando ancora non esistevano i mezzi per realizzarli
Esistere e resistere: come può Israele esistere se tutte le azioni in risposta ad Hamas vengono considerate sproporzionate? E come fa a resistere se invece le azioni terroristiche di Hamas vengono considerate giustificate?
Gli eventi che hanno portato all'attuale conflitto tra Israele e Hamas in Palestina affondano le loro radici nell'antichità e nelle sacre scritture ebraiche, le quali rivendicano questa terra come quella promessa da Dio al popolo ebraico. Questa prospettiva costituisce un pilastro fondamentale dell'identità nazionale di Israele ma ha anche contribuito notevolmente alle tensioni con la popolazione palestinese autoctona