
TUTTA LA (S)CORRETTEZZA DEL MONDO
La politica è un po’ come quel cugino che tutti evitano ai pranzi di Natale: sempre in mezzo, sempre scomodo, e con la tendenza a raccontare pessime barzellette.

La politica è un po’ come quel cugino che tutti evitano ai pranzi di Natale: sempre in mezzo, sempre scomodo, e con la tendenza a raccontare pessime barzellette.
Saranno pure quattro gatti spelacchiati e si può pure dubitare sulla trasparenza delle operazioni, però gli iscritti al Movimento 5 Stelle oggi hanno avuto la possibilità di scegliere su un tema esplosivo come l'immigrazione clandestina. Quei quattro gatti hanno dato prova che i temi importanti si possono risolvere
Una moneta unica che tenga assieme economie che necessitano le oscillazioni del cambio al 50 per cento sembra una pazzia, ma con l'intera Eurozona in surplus, è l'unica arma contro il fantasma dell'inflazione
Secondo l'ultimo rilevamento di Bankitalia, a novembre dell'anno scorso i prestiti bancari ai privati sono calati del 4.3% su base annua; in un altro studio, Confindustria ha calcolato che per le imprese il calo è stato del 10.5% e che la tendenza per il 2014 è di un ulteriore contrazione dell'1%. Confindustria conferma però che dal 2015 le banche dovrebbero riprendere a prestar soldi. In ogni caso l'aumento non potrà soddisfare il fabbisogno finanziario perché servono investimenti per 90 miliardi in cinque anni. Soldi che, al momento, non ci sono
Tutte le ipotesi e le simulazioni di legge elettorale sono insensate - diceva Panebianco qualche settimana fa sul Corriere - perché l'elettore reagisce con pazienza alla diversa ristrutturazione e modulazione politica con cui viene chiamato alle urne, in base alla storia attuale e agli stimoli che da essa ne riceve. Fondamentalmente è vero; non è chiaro però il motivo per il quale non si possano fare simulazioni del comportamento di voto tenendo conto delle varie ipotesi di legge elettorale. Naturalmente non saranno certificati perché non si terrà conto di molteplici fattori, ma le simulazioni tendono a interpretare le conseguenze non a garantirne l'esatta entità
In un paese normale, quando un ministro abusa della carica che ricopre per favorire i parenti, prima chiede scusa e poi si dimette. Nel nostro paese invece, l'ipotetico ministro non solo non si dimette, ma addirittura continua ad esercitare pressioni usando modi e linguaggio da boss
Letta e Renzi si sono visti di primo mattino, soddisfatti di un'intesa raggiunta che non vuol dire praticamente nulla. Nel concreto i motivi di frizione tra il presidente del Consiglio e il segretario del Pd restano esattamente uguali a prima, a cominciare dalla rapidità con cui la legge elettorale dev'essere approvata dal Parlamento
Nell’intervista rilasciata ieri a Repubblica, Marchionne dice che se non crolla nuovamente il mercato tutti gli operai in cassa integrazione rientreranno nelle fabbriche. Sarà l'adrenalina ancora in circolo dopo l'acquisizione del 100% di Chrysler, ma le parole dell'ad Fiat - senza prove concrete e senza dati di fatto - sono da prendere solo come un atto di fede
Nel pieno rispetto delle regole, i comuni possono affidarsi a trattative private per gli appalti pubblici fino ad un importo di 500mila euro. Il 48,1% dei contratti sono stati affidati a trattative private senza ricorrere alla pubblicazione di bandi pubblici. Non c'è quindi di che meravigliarsi se a L'Aquila è accaduto ciò che è accaduto nel pieno rispetto delle regole
La premessa nella bozza del Jobs Act di Renzi dice che è «uno strumento per aiutare il Paese a ripartire» insieme a legge elettorale, taglio dei costi della politica, eliminazione delle rappresentanze politiche di Province e Senato, riduzione del numero e del compenso dei consiglieri regionali. Poi: contratto di inserimento a tempo indeterminato a tutele crescenti, assegno universale per chi perde il posto di lavoro, anche per chi oggi non ne ha diritto
Tra qualche giorno sapremo in cosa consisterà il Job Act di Matteo Renzi. Sapremo se si incolonnerà nella ormai ventennale autostrada dell’offerta, cioè rendere più facili i licenziamenti; oppure rendere più elastici i contratti di entrata, mettendosi in scia ai vari Treu, Biagi, Maroni, Sacconi, Fornero. Oppure se capirà che è il caso di cambiare drasticamente rotta
La sortita del ministro Saccomanni, che nega quei diritti duramente maturati nel 2013, hanno dato l'ultima picconata ad una morente scuola pubblica. Forse neppure Tremonti era arrivato a tanto
Il PD sardo ha scelto Francesco Pigliaru, docente di economia all’Università di Cagliari ed ex assessore al Bilancio nella giunta Soru dal 2004 al 2009, quale candidato presidente alle regionali di febbraio. Il M5S sembra invece al collasso politico: Beppe Grillo ha infatti deciso di non concedere il simbolo del Movimento a causa delle divisioni tra gli attivisti