
TUTTA LA (S)CORRETTEZZA DEL MONDO
La politica è un po’ come quel cugino che tutti evitano ai pranzi di Natale: sempre in mezzo, sempre scomodo, e con la tendenza a raccontare pessime barzellette.

La politica è un po’ come quel cugino che tutti evitano ai pranzi di Natale: sempre in mezzo, sempre scomodo, e con la tendenza a raccontare pessime barzellette.
Qualcuno ancora mi ricorda che "c'è piena sintonia con Berlusconi" è una frase che di per sé è un pugno nello stomaco. Lo sarebbe anche se un leader palestinese pronunciasse questa frase a proposito di Netanyauh. Ma in quest'ultimo caso tutti tirerebbero un sospiro si sollievo nella speranza che forse si riesce a concludere qualcosa. In termini molto diversi, e meno tragici, questo è quello che accade in Italia
L'Italicum, la legge elettorale di Renzi, di fatto è un mezzo maggioritario, ma anche un mezzo Porcellum, un mezzo Mattarellum. In pratica un mezzo passo avanti. Ecco, di cosa ne pensa la politica non mi interessa, ora mi interessa più sapere cosa ne pensa il pensionato che guarda gli operai in strada o l'ambulante che vende i salumi al mercato il venerdì
Trovo superficiale che l'obiezione sul discutere con Berlusconi venga da una minoranza Pd che per vent'anni non solo con lui ci ha dialogato, ma ha tentato accordi mediocri e per di più sempre fallimentari. La critica degli "ultimi samurai del Pd" a Renzi è palesemente strumentale e ipocrita; per di più senza trovare, o almeno cercare, una spiegazione logica
Dopo un colloquio di circa due ore, Renzi in conferenza stampa dice che c'è stata «profonda sintonia» con il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi. La rassegna stampa dei principali quotidiani italiani sull'incontro di ieri tra i leader di Pd e Forza Italia nella sede del Partito Democratico a Roma
La conferenza stampa del segretario del Pd, Matteo Renzi, dopo l'incontro con Silvio Berlusconi di oggi pomeriggio nella sede del Partito Democratico
Mentre Renzi si avvia ad incontrare il Cavaliere oggi pomeriggio al Nazareno, le analisi di convenienza di tutti gli attori in causa suggeriscono che le prime avvisaglie di rottura ci sono tutte. Di Renzi per la legge elettorale, di Letta per non dover lasciare Palazzo Chigi, di Alfano per non scomparire definitivamente, di Berlusconi che si augura un rientro dalla porta principale
Alla direzione nazionale di ieri Matteo Renzi mette in gioco la sua faccia e quella del Pd. È l’Armageddon della svolta, prima dell'incontro con Berlusconi - che probabilmente avverrà oggi - su legge elettorale, riforma del Titolo V e riforma del Senato. Rischia anche Letta, naturalmente. E Alfano, che il presidente del Consiglio continua a tutelare per tutelare il governo
I 150 euro mensili che il ministro Saccomanni intendeva prelevare forzosamente per gli scatti del 2013, rimarranno nelle baste paga del personale scolastico e i soldi verranno presi dal Mof, il miglioramento dell’offerta formativa. I tagli alla scuola, dunque, non verranno pagati da chi ci lavora ma dalle attività che servono a tenerla in piedi
Dato che il reato di clandestinità è contemplato negli ordinamenti di altri stati occidentali liberi, propongo di introdurre pure la pena di morte, visto che viene contemplata in sette stati occidentali considerati, appunto, liberi
Cento anni fa, allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, i partiti dell'Internazionale socialista votarono per finanziare i crediti di guerra. Gli italiani, come al solito alla ricerca di una inesistente terza via tra guerra e pace, inventarono lo slogan "né aderire né sabotare" che, insieme a tengo famiglia, dovrebbe campeggiare sul tricolore
Nel prossimo cda Fiat del 29 gennaio, il primo dopo l'acquisizione del 100% di Chrysler, verrà confermato Sergio Marchionne per i prossimi tre anni e che la sede operativa verrà spostata da Torino all'Olanda o negli Stati Uniti
Le motivazioni depositate ieri dalla Consulta sull’incostituzionalità del Porcellum, malgrado ribadiscano la perfetta legittimità del Parlamento in carica, dicono che la legge elettorale ha compresso la libertà di voto e va cambiata. Basterebbe correggere quel che resta del Porcellum in senso maggioritario, ovvero tornare al proporzionale del Mattarella senza grossi premi di maggioranza perché incostituzionali