Il paradosso delle sanzioni europee alla Russia
Putin incassa miliardi dal petrolio via mare, mentre l’Europa lascia scorrere quelle rotte e finisce per spendere la stessa cifra per sostenere Kiev.
Putin incassa miliardi dal petrolio via mare, mentre l’Europa lascia scorrere quelle rotte e finisce per spendere la stessa cifra per sostenere Kiev.
Mentre Pechino e Mosca consolidano la loro presenza in America Latina, Washington fatica a ricostruire una rete di alleanze credibile e multilaterale nel proprio emisfero.
Medvedev si è lasciato alle spalle i toni da riformista e oggi veste i panni del falco, agitando lo spettro nucleare per tornare al centro della scena.
La potenza militare statunitense è ormai solo un ricordo: arsenali vuoti, cantieri navali ridotti, carenza di munizioni, personale non idoneo e impianti produttivi obsoleti rendono impossibile sostenere un conflitto ad alta intensità, soprattutto contro un rivale come la Cina. Eldridge Colby, capo stratega nominato da Trump, riassume la situazione in modo netto: «se qualcuno chiama il bluff, è la catastrofe».
La democrazia raramente muore di colpo. Spesso la sua fine arriva lentamente, nascosta dietro il caos politico e la normalizzazione dell'assurdo. Il rischio più grave dell'amministrazione Trump potrebbe non essere la sola cattiva volontà, ma il caos politico generato da decisioni impulsive e incoerenti. La democrazia, infatti, non muore soltanto nell'oscurità o nel dispotismo. Sotto Trump, rischia anche di spegnersi lentamente nel silenzio dell’indifferenza.
A un mese dall’insediamento di Trump, il conflitto in Ucraina è sospeso tra un fragile cessate il fuoco e il rischio di una guerra globale. Trump si è affermato come mediatore chiave, ma rimangono nodi critici su territori occupati e adesione dell’Ucraina alla Nato. L’Europa, qualunque sia l’esito, dovrà assumersi responsabilità strategiche, sia militari che politiche, e accelerare la creazione di uno scudo anti-missile per garantire la propria sicurezza.
In attesa di capire le prossime mosse della guida spirituale della Repubblica Islamica dell'Iran, Ali Khamenei, la caduta del regime di Bashar al Assad è un terremoto geopolitico che ridefinisce il Medio Oriente e consacra Ankara come il vincitore strategico della crisi siriana, con Teheran e Mosca costrette a incassare una sonora sconfitta.
La popolazione ucraina è esausta dai bombardamenti russi, mentre Zelensky adatta una nuova strategia: l'idealismo patriottico lascia il posto a un “piano di resilienza”. Con Trump di nuovo alla Casa Bianca, crescono i dubbi sul futuro degli aiuti e sull’approccio necessario per contrastare Putin in una guerra sempre più logorante.
Non accadeva da vent’anni che migliaia di persone scendessero in piazza contro il governo. La vittoria alle elezioni del partito Russia Unita è stata condizionata da presunti brogli. Tra gli arrestati anche il blogger Alexei Navalny e il leader dell'opposizione Boris Nemtsov.