
Il discorso di Monti al Senato
Quello ha detto oggi il presidente del Consiglio Mario Monti chiedendo la fiducia al Senato

Quello ha detto oggi il presidente del Consiglio Mario Monti chiedendo la fiducia al Senato
Anna Maria Cancellieri, Elsa Fornero e Paola Severino: le tre donne nel nuovo governo di Mario Monti a capo di ministeri importanti non sono lì per le "quote rosa", ma perché lo meritano. Conosciamole meglio.
Il nuovo governo tra amici e nemici dichiarati, ma anche tra nemici che non lo saranno, amici che non lo erano e giornalisti che cambierebbero la Carta a loro uso e consumo. Insomma, ancora tutto da comprendere
Clima riflessivo e pacato, crescita economica ed equità sociale per il Paese considerato nella sua unità. Urgenza delle scelte, crisi del debito. Così Napolitano spiega agli italiani la sua azione. «E' giunto il momento della prova, il momento del massimo senso di responsabilità» ha dichiarato il presidente della Repubblica dopo aver conferito a Mario Monti l'incarico di formare un nuovo governo.
Governo, bocciati e promossi: ecco i voti ai ministri.
Alle 21,46 del 12 novembre 2011 Berlusconi si dimette da presidente del consiglio rimettendo il suo mandato al presidente della repubblica Giorgio Napolitano. Sono finiti 17 anni di berlusconismo? Le foto di questi ultimi giorni
Mentre dalle opposizioni si chiede a gran voce già per lunedì di formare un governo tecnico perché l'Italia è sull'orlo del precipizio, Silvio ha già fatto partire la macchina della propaganda usando nuovi slogan abbinandoli a vecchi epiteti. Ma con una novità: il nuovo che avanza.
Diventano un giallo le dimissioni del premier riportate in rete poi smentite. Silvio Berlusconi è rientrato a Milano per parlare con i figli e con i vertici delle sue aziende sull'ipotesi di dimettersi già questa sera o domani. Il Cavaliere: «Voglio vedere in faccia chi prova a tradirmi». Bechis e Ferrara: «questione di ore»
«La politica non deve chiedere sacrifici, deve farne», dopo questi vent’anni desolanti, ha detto, accolto da un’ovazione.
Brutta giornata quella di ieri per la maggioranza. Nel pomeriggio hanno lasciato Berlusconi altri cinque deputati che, aggiungendosi ai sei "traditori" del giorno prima, portano la maggioranza al minimo indispensabile sotto il quale viene a mancare la fiducia.
"Il referendum non è mai stato un obiettivo di per sè - ha spiegato il premier ellenico - Avevamo un dilemma: o c'è un vero consenso o il referendum. Come ho detto ieri, se ci fosse un consenso non avremmo bisogno di un referendum". Dei collaboratori di Papandreou hanno smentito la notizia secondo la quale il premier andrà nel pomeriggio dal presidente greco per rassegnare le dimissioni.
Al via il vertice del G20 su euro-zona e paesi a rischio dove il nostro premier illustrerà le misure decise ieri nel maxi-emendamento al ddl di stabilità. Nel frattempo Berlusconi avvisa che porrà la fiducia sulla legge di stabilità e sul maxi-emendamento. Se l'Italia non riuscirà a mettersi in riga rischiamo di finire come Atene. Obama: "attuate senza esitazioni il piano anticrisi dello scorso 26 ottobre."