
TUTTA LA (S)CORRETTEZZA DEL MONDO
La politica è un po’ come quel cugino che tutti evitano ai pranzi di Natale: sempre in mezzo, sempre scomodo, e con la tendenza a raccontare pessime barzellette.

La politica è un po’ come quel cugino che tutti evitano ai pranzi di Natale: sempre in mezzo, sempre scomodo, e con la tendenza a raccontare pessime barzellette.
Donald Trump ha avviato la formazione della nuova amministrazione con nomine che rivelano un focus sulla lealtà politica e su approcci non convenzionali. I primi incarichi, come Marco Rubio agli Esteri e Matt Gaetz alla Giustizia, puntano su figure di fiducia. La creazione di ruoli come gli "zar di confine" evidenzia l’intenzione di gestire alcune aree con una prospettiva rinnovata. Le nomine continuano a delinearsi con rapidità.
L’intervento diretto di Elon Musk sulla questione migratoria italiana, in appoggio alla premier Giorgia Meloni, anticipa il nuovo approccio americano alla politica europea, con una strategia mediatica che mischia aggressività e impatto sui social. Questa partnership con Trump punta a trasformare temi come immigrazione, sicurezza e bilanci commerciali in un campo di prova per le alleanze internazionali.
Il confronto tra destra e sinistra italiane sulla gestione del proprio passato è emerso in modo acceso in occasione della manifestazione di CasaPound a Bologna, in cui la destra ha provocatoriamente chiesto alla sinistra di distanziarsi dalle proprie radici storiche.
Le elezioni del 2024 hanno esposto tensioni profonde: Trump ha costruito il suo consenso incarnando la figura del perseguitato e dell’outsider, sfruttando il malcontento diffuso. La campagna di Kamala Harris, pur efficace e incisiva, ha faticato a mobilitare gli elettori, in particolare le minoranze, lasciando spazio a un ritorno della narrazione populista e autoritaria.
Donald Trump ha vinto per la seconda volta non consecutiva le elezioni americane e diventa il 47° Presidente degli Stati Uniti. In un'elezione senza grossi margini di errori dei sondaggisti, è finito tutto relativamente presto: con la vittoria in Wisconsin a metà mattinata di mercoledì, si è aggiudicato i 270 elettori necessari per tornare alla Casa Bianca.
Gli americani oggi eleggono il nuovo presidente e noi saremo qui a seguire, in diretta, ogni fase della notte elettorale. Cominceremo intorno alle 23 e staremo qui finché non sapremo come andrà a finire, tra aggiornamenti sui risultati, le proiezioni nei vari stati chiave e le analisi dei grandi esperti di politica USA.
Secondo i sondaggi sarà una elezione incerta, ma non basta a spiegare il panorama completo. In bilico ci sono tutti gli Stati chiave e dietro la parità tra Trump e Harris si nasconde un’insidia: basta un piccolo errore per spostare in modo decisivo il risultato. Insomma, l’illusione di una partita sul filo del rasoio potrebbe nascondere una realtà molto più imprevedibile.
La polarizzazione negli Stati Uniti è diventata la norma, con visioni opposte percepite come scontri esistenziali. Il disaccordo si è trasformato in ostilità, e molti vedono gli avversari politici come nemici da eliminare, non più come semplici oppositori.
Con la vittoria a sorpresa di Trump su Clinton nel 2016, si è inaugurata una nuova era di polarizzazione nella politica americana. Oggi non è più una fase ma uno sfondo permanente, che influenza le elezioni e tutto il contesto politico degli Stati Uniti.
Martedì 5 novembre si voterà negli Stati Uniti per le elezioni presidenziali del 2024 e noi seguiremo in diretta l'Election Day più importante del pianeta.
Il giorno del voto, i 270 grandi elettori, la regola del Winner takes all, gli stati chiave, chi sono i candidati, quando sapremo chi ha vinto, quali stati hanno sempre votato per lo stesso partito... Insomma, tutto, ma proprio tutto per arrivare preparatissimi al 5 novembre e sapere come funzionano le elezioni presidenziali americane.
Trump guida oggi una fazione repubblicana radicalizzata, facendo leva su un linguaggio che disumanizza gli avversari e incoraggia teorie del complotto. Ha persino insinuato di voler agire senza conseguenze, fino a immaginare scenari in cui potrebbe eliminare i rivali, come faceva Hitler. Quando qualcuno fallisce così tanti test fondamentali, non gli si dà il lavoro più importante del mondo.